neve

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sabato 19 maggio 2012

  


Il tramonto della luna di Giacomo Leopardi.







  Quale in notte solinga,
  Sovra campagne inargentate ed acque,
  Là ‘ve zefiro aleggia,
  E mille vaghi aspetti
  E ingannevoli obbietti       5
  Fingon l’ombre lontane
  Infra l’onde tranquille
  E rami e siepi e collinette e ville;
  Giunta al confin del cielo,
  Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno       10
  Nell’infinito seno
  Scende la luna; e si scolora il mondo;
  Spariscon l’ombre, ed una
  Oscurità la valle e il monte imbruna;
  Orba la notte resta,       15
  E cantando, con mesta melodia,
  L’estremo albor della fuggente luce,
  Che dianzi gli fu duce,
  Saluta il carrettier dalla sua via;
  Tal si dilegua, e tale       20
  Lascia l’età mortale
  La giovinezza. In fuga
  Van l’ombre e le sembianze
  Dei dilettosi inganni; e vengon meno
  Le lontane speranze,       25
  Ove s’appoggia la mortal natura.
  Abbandonata, oscura
  Resta la vita. In lei porgendo il guardo,
  Cerca il confuso viatore invano
  Del cammin lungo che avanzar si sente       30
  Meta o ragione; e vede
  Che a sé l’umana sede,
  Esso a lei veramente è fatto estrano.
  Troppo felice e lieta
  Nostra misera sorte       35
  Parve lassù, se il giovanile stato,
  Dove ogni ben di mille pene è frutto,
  Durasse tutto della vita il corso.
  Troppo mite decreto
  Quel che sentenzia ogni animale a morte,       40
  S’anco mezza la via
  Lor non si desse in pria
  Della terribil morte assai più dura.
  D’intelletti immortali
  Degno trovato, estremo       45
  Di tutti i mali, ritrovàr gli eterni
  La vecchiezza, ove fosse
  Incolume il desio, la speme estinta,
  Secche le fonti del piacer, le pene
  Maggiori sempre, e non più dato il bene.       50
  Voi, collinette e piagge,
  Caduto lo splendor che all’occidente
  Inargentava della notte il velo,
  Orfane ancor gran tempo
  Non resterete; che dall’altra parte       55
  Tosto vedrete il cielo
  Imbiancar novamente, e sorger l’alba:
  Alla qual poscia seguitando il sole,
  E folgorando intorno
  Con sue fiamme possenti,       60
  Di lucidi torrenti
  Inonderà con voi gli eterei campi.
  Ma la vita mortal, poi che la bella
  Giovinezza sparì, non si colora
  D’altra luce giammai, né d’altra aurora.       65
  Vedova è insino al fine; ed alla notte
  Che l’altre etadi oscura,
  Segno poser gli Dei la sepoltura.